Legal & Takedown — Rimozione dei Siti di Phishing
Due fronti giuridici che la piattaforma tratta come dati di prima classe: l’attivazione della rimozione di contenuti fraudolenti, dalla richiesta alla verifica che siano davvero spariti, e la conformità alla LGPD — la legge brasiliana sulla protezione dei dati personali — con registro dei consensi e gestione delle richieste degli interessati.
Takedown: dalla richiesta alla verifica
Ogni caso registra il tipo (quattordici opzioni, dal phishing e dal profilo falso all’app fraudolenta, alla fuga di dati, alla diffamazione e alla violazione della privacy), la piattaforma bersaglio tra 23 provider mappati — inclusi i brasiliani Registro.br, Locaweb, Mercado Livre, OLX e Shopee, oltre a quelli globali — e la priorità.
Il ciclo ha dieci stati: richiesto, notificato, riconosciuto, in corso, in attesa di risposta, escalato, concluso, parzialmente rimosso, fallito e annullato. Gli ultimi due esistono per una precisa scelta progettuale: un flusso di takedown che sa rappresentare solo il successo mente sul proprio tasso di efficacia.
La base giuridica è un campo obbligatorio, non una nota. Le opzioni nominano la legge: DMCA, Marco Civil da Internet (Legge 12.965/2014), LGPD (Legge 13.709/2018), ECA (lo Statuto brasiliano del bambino e dell’adolescente), Codice del consumo brasiliano, Legge sul diritto d’autore (Legge 9.610/1998), Codice penale e Termini di servizio della piattaforma. Il metodo di notifica è registrato a parte, con nove opzioni che vanno dall’e-mail e dal modulo di abuse alla diffida stragiudiziale e all’ordine del giudice.
Questa separazione riflette il diritto brasiliano. Secondo il Marco Civil, Art. 19, il provider di applicazioni risponde civilmente dei contenuti di terzi solo se non ottempera a uno specifico ordine giudiziale di rimozione; l’eccezione dell’Art. 21 riguarda scene di nudità o atti sessuali di carattere privato, rimovibili su segnalazione della persona ritratta. In pratica quasi ogni takedown al di fuori di queste ipotesi dipende dai termini d’uso della piattaforma — ed è per questo che “Termini di servizio” è una base giuridica legittima nel modulo, e non una scorciatoia.
Prove e infrastruttura
Il caso conserva l’URL bersaglio, gli URL aggiuntivi dello stesso contenuto, gli URL delle prove e gli screenshot. Conserva anche ciò che sostiene la notifica tecnica: DNS, WHOIS, dati del certificato SSL e informazioni di hosting — provider, ASN, IP e contatto di abuse. Per quindici piattaforme è disponibile il link diretto al canale di abuse ufficiale, il che elimina la ricerca manuale del modulo giusto.
SLA ed escalation
Il termine è seguito con uno stato calcolato: rispettato, violato, critico (meno di un giorno), attenzione (meno di tre giorni) oppure entro i termini. Il campo “SLA violato” esiste proprio per registrare ciò che non è stato rispettato.
L’escalation ha quattro livelli espliciti — iniziale, supervisore, ufficio legale e giudiziale — con il motivo registrato a ogni salto. Dopo la conclusione il caso resta vivo: numero di tentativi di verifica, data dell’ultimo e campo “contenuto ancora online”, perché il phishing rimosso torna.
Ogni azione diventa una voce nello storico del caso: creazione, cambio di stato (con valore precedente e nuovo), notifica inviata, risposta ricevuta, escalation, verifica, nota, prova e assegnazione del responsabile.
LGPD: consenso e richieste degli interessati
Registro del consenso. Quattro categorie — essenziali, preferenze, analytics e marketing — con azione concesso o revocato, versione dell’informativa vigente e origine (banner, modale, API, correzione amministrativa, migrazione o reset per cambio di informativa). Le categorie essenziali non generano registrazioni, perché non dipendono dal consenso.
IP e user agent sono salvati come hash con sale, mai in chiaro. La scelta risolve una tensione reale: la legge attribuisce al titolare del trattamento l’onere di provare che il consenso è stato raccolto in modo valido (Legge 13.709/2018, Art. 8º, § 2º), ma conservare l’IP in chiaro per dimostrare la conformità crea un nuovo archivio di dati personali. L’hash prova l’associazione senza trattenere l’identificatore.
L’IP del client viene risolto leggendo l’intestazione X-Forwarded-For da destra a sinistra, con il numero di proxy attendibili configurabile — perché il client può anteporre a sinistra qualunque IP.
Richiesta dell’interessato (DSAR). Modulo pubblico, senza login, con sei tipi: accesso, rettifica, cancellazione, portabilità, revoca del consenso e anonimizzazione. Protetto da Cloudflare Turnstile e da un limite di cinque invii per IP ogni ora; il registro del consenso ha un limite proprio di trenta scritture per IP ogni cinque minuti.
All’apertura, la richiesta nasce già con un termine di 15 giorni — il termine previsto dall’Art. 19, II della LGPD per la dichiarazione chiara e completa all’interessato — e con un token di verifica dell’identità.
Ciò che il modulo non fa
- Non invia la notifica da solo. Registra il testo inviato, il contatto di abuse utilizzato, il numero del ticket e la risposta della piattaforma. L’invio è un atto dell’analista.
- Non offre una libreria di modelli pronti per provider. Il contenuto della notifica viene redatto e archiviato caso per caso.
- Non garantisce la rimozione né i tempi di rimozione. Lo SLA è il termine concordato con il cliente, non un impegno della piattaforma bersaglio.
- Non sostituisce l’avvocato, non emette pareri e non redige atti giudiziari.
- L’e-mail di verifica della richiesta pubblica dell’interessato non viene ancora inviata automaticamente — il token è generato e la richiesta entra in coda per la verifica.
- Lo storico del caso è un registro completo delle azioni, con autore e data. Concatenazione crittografica ed esportazione WORM sono funzioni del modulo Audit & Compliance.
Integrazioni
- Cloudflare Turnstile nel modulo pubblico
- Canali di abuse di 15 piattaforme, con link diretto
- OODA URLs (analisi tecnica del bersaglio), OODA Investigate, OODA Reports e OODA Audit
SLA e garanzie
Base giuridica e metodo di notifica registrati per ogni caso · SLA con stato di violazione esplicito · verifica ricorrente dopo la rimozione